Gestire le emozioni

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Gestire le emozioni

Se siamo impegnati quotidianamente per cercare di ottenere dei risultati, qualunque sia la nostra professione, ci troviamo automaticamente  a dover gestire le nostre  emozioni , perché il mondo in cui viviamo oggi, ci crea una quantità di stress esagerata, le persone ci mettono costantemente in difficoltà, viviamo in un mondo che viaggia a 100 Km all’ora, quindi costantemente dobbiamo cambiare modi di pensare, modi di fare, modi di agre e tutto questo sta diventando veramente molto complicato per la maggior parte di noi. Oggettivamente la vita che viviamo oggi è molto più difficile e complicata da gestire rispetto a quella che vivevano i nostri genitori o i nostri nonni. Non credo sia un caso il fatto che ogni anno la vendita di psico farmaci stabilisce un nuovo record; nel 2014 ne sono stati venduti più che nel 2013, ed era già il nuovo record, più del 2012 e così via. Oggi molti cercano strumenti all’esterno per cercare di gestire al meglio le difficoltà quotidiane. oggigiorno dobbiamo gestire la rabbia, cercando di evitare di reagire a determinate situazioni che ci fanno innervosire, oppure gestire la tensione che crea il dover affrontare un esame o un colloquio o un incontro di lavoro, di fronte a un professore, un cliente o di fronte al pubblico,  o a dover gestire la propria concentrazione, lucidità mentale, la propria serenità, la propria pace interiore, perchè fondamentalmente la qualità della nostra vita è data dalla qualità delle nostre emozioni. Se viviamo una vita dove la quantità di emozioni positive che ne fanno parte sono di più rispetto alla quantità di emozioni negative, dove il benessere è maggiore rispetto al malessere, allora la nostra vita può essere considerata più che sufficiente. Ma se le sensazioni negative di rabbia, di stress, di tensione, di ansia, di preoccupazione, di paura, sono sensibilmente superiori alle sensazioni di felicità, relax, soddisfazioni, gioia e divertimento. allora c’è qualcosa su cui vale la pena intervenire, perchè alla fine poco importa quello che facciamo,  quanti soldi abbiamo, quanti successi abbiamo, se non stiamo bene e non ce li godiamo, la nostra vita è abbastanza misera.

Ma si può imparare a gestire meglio le proprie emozioni, questo non significa soltanto una vita di qualità superiore, lo stare meglio, significa soprattutto ottenere risultati maggiori, perché la nostra produttività, la qualità del lavoro che facciamo è data dalla nostra capacità di gestirci durante le nostre performance e durante la nostra prestazione. Prendiamo come esempio uno sportivo, l’atleta che ha una straordinaria forma fisica, che tecnicamente è il più forte di tutti, che ha una strategia di gara fantastica, ma nel momento della performance non riesce a gestire la propria emotività, va sotto stress, si innervosisce, perde fiducia, perde concentrazione, c’è poco da fare, avrà un potenziale straordinario, ma in gara non avrà gli esiti sperati.

Ognuno di noi si trova quotidianamente ad affrontare la propria gara quotidiana, la propria olimpiade quotidiana.. Lo facciamo ogni giorno in ufficio, davanti  ai nostri clienti, coi nostri figli; ogni giorno dobbiamo in qualche modo dare le nostre quotidiane prestazioni ,e se non siamo in grado di gestirci dal punto di vista emotivo nel momento in cui lo facciamo, se non riusciamo a essere al nostro meglio mentre stiamo svolgendo la prestazione, non possiamo avere i risultati sperati.

Si può fare di più con le giuste conoscenze e gli strumenti. Ma non abbiamo quasi mai queste conoscenze e questi strumenti, a scuola non ce le insegnano, e infatti la maggior parte di noi vive il rapporto con le proprie emozioni come se non potesse farci nulla, come se le emozioni avessero un potere loro,  fossero indipendenti e decidessero loro di agire su di noi e ogni tanto farci lo sgambetto.

Tutti noi quotidianamente diciamo frasi tipo “la paura all’improvviso lo ha braccato  e gli ha impedito di raggiungere il suo obiettivo” ma la paura non è qualcosa che può braccare, non ha braccia o gambe;  oppure ” quando fai cosi mi fai veramente arrabbiare” non è vero, non sei tu che fai arrabbiare me, sono io che mi arrabbio, è ben diverso, perchè se sei tu che fai arrabbiare me, sei tu il responsabile di come io sto, in realtà tu potresti comportarti nello stesso identico modo e io potrei rimanere tranquillo e sereno, quindi, nessuno ha il potere di far arrabbiare qualcun altro, sono le persone che si arrabbiano e sono responsabili di come stanno e di come si comportano; oppure “questa situazione mi stressa”, non  è la situazione che ti stressa, sei tu che vai sotto stress, la situazione potrebbe essere la stessa e tu potresti rimanere calmo e tranquillo senza andare nel panico.

Il linguaggio che utilizziamo solitamente per parlare del mondo delle emozioni indica che la responsabilità è all’esterno, e invece no, siamo noi che in qualche modo senza accorgercene creiamo i nostri stati d’animo, e i nostri stati d’animo influenzano i nostri comportamenti e ne determinano i risultati.

Fonte corsi di Roberto Re

Nadia Aglianò

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