DA COSA DERIVANO I NOSTRI STATI D’ANIMO

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DA COSA DERIVANO I NOSTRI STATI D’ANIMO

E’ la qualità delle nostre emozioni a determinare la qualità della nostra vita, imparare  a gestire le emozioni ci aiuta a migliorare la qualità della nostra vita.

Spesso si crede che siano le incidenze esterne, ovvero, che sia ciò che ci succede a  influenzare il nostro stato d’animo, per esempio, se ci troviamo davanti una persona arrogante, spesso, automaticamente, anche noi ci comportiamo in maniera analoga, e se ci troviamo davanti a una persone cordiale, questa ci stimola a essere cordiali. Ma in realtà l’esterno non determina i nostri comportamenti, perchè non necessariamente dobbiamo rispondere mettendoci allo stesso livello, possiamo rimanere tranquilli e sereni a prescindere da chi ci troviamo davanti. e allora cosa determina il nostro stato d’animo? Potrebbe essere il fatto di avere o non avere un lavoro, o di avere o non avere una relazione, o ancora  avere o non avere denaro.Ma se così fosse non ci sarebbero persone ricche e di successo, che comunque non stanno bene, ci sono persone  che hanno una buona  relazione sentimentale eppure non stanno bene. Ci sono persone che non hanno un lavoro e vanno nel panico e altre che nonostante non abbiano un lavoro stanno bene, sono fiduciose e si aspettano il meglio dalla vita comunque.

Non sono gli eventi ma il significato che noi gli attribuiamo. Sebbene non possiamo controllare i comportamenti altruii, possiamo però decidere come rispondere. Non possiamo cambiare l’evento ma possiamo dargli un significato nostro.

Gli eventi accadono a prescindere, il significato che noi gli attribuiamo, come noi li interpretiamo, cosa significa per noi, è quello che realmente influenza il nostro stato d’animo.

Non è ciò che ci succede o ciò che possediamo o non possediamo, ma il significato che gli attribuiamo. E in che modo attribuiamo un  significato agli eventi?? Attraverso due strumenti principali

Il primo strumento è il nostro dialogo interiore, che si attiva quando ci succede qualcosa e iniziamo a dire:  “se succede questo significa quest’altro….” ” questa cosa mi è successa perchè…..” ecc. ecc.

Noi dobbiamo necessariamente darci dei significati, il nostro cervello è fatto per ragionare, quindi ha bisogno di capire il perchè delle cose. Una persona si comporta in un determinato modo  e lo interpreto a modo mio. Questo è quello che  facciamo dialogando con noi stessi. Purtroppo non veniamo educati a conoscere, capire e influenzare il nostro dialogo interno. Il dialogo interno genera delle immagini mentali e quindi gli stati d’animo.

La capacità di capire come  comunichiamo con noi stessi, da un punto di vista sia auditvo quindi parlandoci, sia visivo, quindi con le immagini che creiamo. è uno degli aspetti piu importanti per imparare a gestire le proprie emozioni, i propri stati d’animo.

Il secondo strumento è dato dalle nostre credenze, ovvero, succede un evento e, in base a ciò che crediamo, gli diamo un significato, per esempio quando crediamo che un certo tipo di comportamento sia da maleducati, oppure sia da persona simpatica,  dallo stesso input che riceviamo dall’esterno abbiamo una reazione completamente differente. In base a cosa definiamo un comportamento maleducato o una persona simpatica?

In base alle nostre esperienze, in base a ciò che ci è stato insegnato, all’educazione che abbiamo ricevuto, a come abbiamo vissuto in passato determinate esperienze. Queste sono le nostre convinzioni. Quando abbiamo abbastanza riferimenti per capire che una situazione o un comportamento  è in un determinato modo, per noi quella situazione o quel comportamento diventa la nostra credenza. Dal momento in cui  per noi è vera   interpreteremo la vita, in base a quella credenza, senza sforzo, in maniera automatica,, questo sarà il nostro filtro, attraverso il quale interpreteremo tutta quanta la realtà.  Possiamo avere credenze su tutto, su noi stessi, su quello che possiamo o non possiamo fare, su quello che valiamo o che non valiamo, sulle nostre capacità o sulle nostre incapacità, su ciò a cui siamo portati o non siamo portati, su come saremo in grado di assolvere quel compito oppure no, possiamo avere credenze sul mondo che ci circonda, sul lavoro, sui clienti, sulla crisi, sulle persone, sugli uomini, sulle donne,possiamo avere credenze su ciò che secondo noi è giusto fare, o alle conseguenze che hanno determinate azioni, per esempio agendo in un determinato modo, ci saranno determinate conseguenze. Prendiamo come esempio la frase ” le cattive azioni tornano al mittente”. Non sappiamo realmente se è vero, ma se una persona ha questa convinzione, essa tenderà ad influenzare la sua condotta di vita quotidianamente.

Le nostre credenze sono gli elementi più importanti che influenzano quotidianamente ciò che  facciamo, non importa se sono vere o false, in realtà nessuna credenza è vera, ci sarà sempre qualcuno che crederà l’esatto contrario su qualsiasi argomento.

Ma se  sono vere per noi  influenzano in automatico quotidianamente tutto ciò che facciamo.

Possiamo avere credenze potenzianti o limitanti, le prime ci porteranno a fare di più, a sfruttare di più il potenziale, per esempio se siamo convinti che basta l’impegno per ottenere un risultato, che se cii impegnamo prima o poi ce la faremo, anche nei momenti di difficoltà questa credenza ci permetterà di riprovarci ancora con l’assoluta certezza che prima o poi riusciremo, Questa credenza che spinge ad agire probabilmente genererà dei risultati. Se crediamo invece di non essere portati o di non essere capaci a fare una determinata cosa, o crediamo che essendo in periodo di crisi economica, l’economia è morta, questa convinzione ci bloccherà, ci porterà automaticamente a non agire.

Capire come quesri schemi di pensiero agiscano e influenzino quotidianamente la nostra vita, il nostro lavoro, le nostre relazioni senza che nemmeno ce ne accorgiamo è davvero di fondamentale importanza.

Nadia Aglianò

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